Sviluppo

Progetto di collaborazione tra le diocesi di Lugano e Anse à Veau-Miragoâne Haiti per un miglioramento nella formazione dei docenti.

Preambolo

La diocesi di Lugano è entrata in contatto con la diocesi di Anse à Veau-Miragoâne nella primavera del 2010, subito dopo il terremoto del 12 gennaio. Tramite la Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana (CMSI) si è voluto dare un sostegno al popolo haitiano che con il disastro del terremoto aveva avuto oltre 200 mila morti e tre milioni di senza tetto. Il collegamento è avvenuto con la giovane diocesi di Anse à Veau, in quanto il vescovo locale, mons. Pierre-André Dumas era anche presidente di Caritas Haiti e durante i suoi studi a Roma aveva soggiornato nella valle di Muggio e conosciuto il Ticino.

In questi anni si è mantenuto un aiuto a diverse opere sociali ed ecclesiali:

  • Scuole primarie e secondarie di Anse à Veau e L’Asile (stipendi docenti e padrinati per 50 allievi di famiglie senza mezzi finanziari, creazione di bibliotechine);
  • Accompagnamento di carcerati ad Anse à Veau (corsi formativi per detenuti con rilascio imminente);
  • Soggiorni temporanei di volontari in appoggio ad attività locali;
  • Costruzione di sale polivalenti;
  • Formazione di responsabili di settori comunitari lontani dalla parrocchia (directeurs de chapelles).

Progetto di nuova collaborazione

Il vescovo di Lugano, mons. Valerio Lazzeri, ha deciso, nel 2015, di rendere più stretta la collaborazione pastorale con una Chiesa del sud, andando a servizio di fratelli e sorelle alla periferia del mondo. Considerati i legami già esistenti tra le due diocesi, la scelta è caduta sulla Chiesa di Anse à Veau-Miragoâne.

Terreno del progetto

Il progetto si sviluppa nel dipartimento dei Nippes, sulla costa nord della penisola del Tiburon di Haiti. Il capoluogo è Miragoâne. Il Nippes ha una superficie di 1270 kmq e conta una popolazione stimata in 350 mila abitanti, praticamente tutti originari. E’ suddiviso in 11 comuni, la maggior parte posta sulle montagne. Manca di efficienti collegamenti con il resto del paese e il solo raggiungere la capitale Port au Prince ( a 120 km) richiede un viaggio di almeno 5 ore. La gente del posto si muove di solito su mototaxi, l’unica vera attività economica della regione. Altrimenti tutti lavorano nell’agricoltura, ma con sistemi produttivi ancora legati al passato per cui la resa è molto bassa. I giovani, terminati gli studi, cercano fortuna all’estero, in particolare a Miami che dista un’ora in aereo. Lingue ufficiali sono il creolo e il francese, soppiantato nei giovani dall’inglese. A livello religioso, la popolazione è cristiana cattolica, ma vi sono comunità protestanti della chiese libere americane. La religiosità popolare è molto diffusa e legata al culto dei santi, della madonna e dei defunti. Comunque tutti sono anche legati al woudou di cui praticano i culti per mantenere buoni gli spiriti verso la famiglia e verso il raccolto.

Nei Nippes si soffre la fame e in occasione di carestie per piogge o per siccità non è raro il caso di gente che vive appartata e che muore di fame. L’ONU organizza delle campagne di alimentazione con distribuzione di alimenti (tipo riso), di solito affidate alle parrocchie perché maggiormente credibili presso la popolazione rispetto alle autorità corrotte. La denutrizione e la cattiva alimentazione si notano soprattutto a livello scolastico, dove gli allievi arrivano a scuola al mattino, magari dopo ore di cammino, senza aver fatto colazione. Di solito le scuole parrocchiali dedicano un tempo dell’orario scolastico per un pasto caldo e un bicchiere di latte.

La situazione in campo sanitario è precaria. Sono efficienti gli ospedali di Anse à Veau e L’Asile, frutto di un contratto tra Haiti e Cuba che si impegna nell’invio regolare di medici a contratto biennale. Anche questi centri sanitari sono assai spesso carenti in medicinali.

Il progetto

Formazione e accompagnamento dei docenti delle scuole parrocchiali. Nella diocesi praticamente ogni parrocchia ha creato la propria scuola per favorire la scolarizzazione dei ragazzi più poveri. Nelle due città di Anse à Veau e Miragoâne queste scuole sono gestite da organizzazioni religiose. L’assenza totale dello Stato in queste regioni periferiche “obbliga” la Chiesa a rispondere al bisogno di educazione. Si contano pertanto circa 90 scuole parrocchiali (aperte comunque a ragazzi di ogni religione). Le statistiche degli ultimi anni dicono che sono circa 7 mila i ragazzi che le frequentano. Il livello didattico è molto basso e non è difficile trovare insegnanti che non hanno nemmeno terminato il ciclo delle scuole obbligatorie ( 6 anni di scuola fondamentale, la nostra SE, e 3 anni di secondaria). Come mai? Lo stipendio è ridotto a 50-100 usd al mese dati i mezzi minimi a disposizione. Lo Stato paga meglio i docenti statali per cui i migliori vanno a finire in quel tipo di struttura , anche se poi lo Stato stesso fa fronte ai suoi impegni con mesi di ritardo e sovente i docenti scioperano.

La Chiesa ha aperto scuole nelle zone rurali, dove lo Stato è totalmente assente, ma date le già precarie condizioni economiche, strutturali, dotazioni didattiche e insegnanti sono di livello preoccupante. Solo il 3% degli ragazzi conclude il ciclo di scuola basico nei tempi previsti. In tutto il Nippes non esiste poi una scuola tecnica o una scuola professionale. Solo con un miglioramento dell’insegnamento si potrà dare ai ragazzi già socialmente emarginati un futuro dignitoso, delle conoscenze che ne facciano dei veri cittadini haitiani e che possano difendersi anche in campo professionale. Per questo il progetto richiede un accompagnamento serio e una formazione che contempli materie di ruolo e didattico-psicologiche.

Questi ambiti si svilupperanno a seconda della lettura sul terreno. Nello stesso senso sono ipotizzabili altri assi di impegno (salute, accompagnamento programmi di recupero di carcerati). La diocesi di Anse à Veau mette a disposizione l’alloggio e la diocesi di Lugano il personale che cercherà di inserirsi nelle strutture esistenti, come pure di coinvolgere operatori già in attività. Il progetto deve comunque nascere laggiù ed essenzialmente da loro. Noi possiamo trasmettere la nostra esperienza.

Sostanzialmente il progetto prevede la presenza ad Haiti di cooperanti con contratto prolungato per formare l’équipe mista di programmazione, di gestione e di accompagnamento della formazione, unitamente al personale del BDE (Bureau diocesain de l’éducation). Inoltre vi sarà la necessità della collaborazione di volontari che per un periodo limitato (3-4 mesi) possano approfondire tematiche specifiche e seguirne la messa in atto.

L’invio della prima équipe è iniziato con la partenza di Francisco Fabres il 14 novembre e proseguirà a gennaio con Nicole Agustoni e Nicola Di Feo.

Nel contempo qui la CMSI che gestisce il progetto su incarico del vescovo Valerio, continua con l’informazione nelle comunità, attraverso i media e presentazioni in loco e sviluppa sinergie per coinvolgere i vari settori della diocesi e della società civile. In questo senso è da comprendere la disponibilità di Caritas Ticino a una collaborazione stretta che si concretizza dall’inizio attraverso la gestione del blog legato ai cooperanti inviati e che si svilupperà nel tempo dopo una lettura attenta dei bisogni.

Vai alla galleria fotografica

Haiti 2010 (522)

Ulteriori informazioni:

Bollettino informativo trimestrale della Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana: Condividiamo la speranza con Haiti – numero speciale

Rispondi

Powered by WordPress.com.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: