HAITI: un progetto missionario di relazioni, fede e fraternità

ALCUNE RIFLESSIONI SULL’ESPERIENZA MISSIONARIA DI NICOLA DI FEO, COOPERANTE AL PROGETTO DI SOSTEGNO ALLA SCUOLA PROMOSSO DALLE DIOCESI DI LUGANO E DI ANSE-À-VEAU/MIRAGOÂNE SULLA RIVISTA DI CARITAS TICINO

È chiaro che gli equilibri e i disequilibri sociali della terra sono influenzati e in buona parte regolati da leggi economiche. Non siamo estranei a questa dinamica, ed è proprio un aspetto economico che anima il nostro desiderio di sviluppare un piccolo progetto missionario ad Haiti. Un algoritmo i cui fattori sono però molto diversi dai classici numeri. L’economia a cui ci riferiamo è un’economia di relazione.
Questo è il patrimonio che ci permette, ci legittima e c’invita alla missione, ad ampliare lo sguardo e il desiderio di servizio oltre confine. Il luogo non è casuale, è dove abbiamo amici, persone che stanno investendo la vita, il capitale più prezioso, perché ancora credono che un altro mondo è possibile, che gli ultimi della terra, una moltitudine di uomini dimenticati, sono coloro che lo salveranno rieducando il cuore ad un bene differente.

Sono relazioni generative, come un buon investimento finanziario, relazioni che producono opportunità e circostanze nuove che altrimenti non si sarebbero verificate. C’è un guadagno reale in termini di esperienza, di apertura alla vita, di riflessione e di speranza.
Non abbiamo aperto la pagina web del mercato delle miserie e scelto un luogo per risanare il nostro conto con il mondo e con le ingiustizie che lo abitano. Abbiamo semplicemente dato importanza alle relazioni che abbiamo in dono di alimentare nella nostra comunità e con altre persone incontrate strada facendo.
Con esse abbiamo osservato la realtà haitiana, cominciato una riflessione con amici locali e maturato un desiderio di alimentare questa dinamica virtuosa di reciprocità. Ci vogliono gambe, braccia forti e testa a queste latitudini, ma tuttavia non è sufficiente, ci vuole fede e fraternità, senza le quali questa esperienza sarebbe semplicemente una palestra poco moderna sotto il sole dei Caraibi.
C’è un paradigma semplice ma efficace che spesso abbiamo l’abitudine di ricordarci tra colleghi: “il tuo bene è il mio bene, il tuo dolore è il mio dolore”. Non è una frase dei cioccolatini Perugina, è una formula precisa che se intendi risolvere ottieni risultati straordinari. L’armonia dell’ambiente che abitiamo influisce in modo sostanziale sulla qualità della nostra vita e sulla possibilità di realizzarla, detto questo è evidente il guadagno relativo quando siamo capaci di viverlo.
Dal principio di questa nuova sfida ad oggi abbiamo incontrato in Haiti una quantità incredibile di realtà e di persone straordinarie che, condividendo la stessa passione, hanno deciso di accompagnarci in questo nuovo investimento. Non abbiamo offerto soldi né seminato grandi aspettative, abbiamo ascoltato e ci siamo appassionati alle vicende di questa gente.
Relazioni che generano opportunità che generano incontri che generano azioni che generano nuove relazioni e potremmo continuare. È evidente che prima di ogni investimento bisogna scegliere quali azioni comprare per far fruttare al meglio il capitale iniziale. Le nostre azioni, condivise con chi ci accompagna in questo primo pezzo di strada, sono chiare e verificate da chi già le ha adottate, sono azioni di prossimità con gli ultimi, con micro-mondi agricoli anonimi la cui voce soffocata mai arriverà alle orecchie dei grandi azionisti.
Scegliamo di essere là, un mercato nuovo di speranza e di voglia di combattere perché siamo convinti che se saremo capaci di amare e lasciarci amare con intelligenza e caparbietà, entrambi guadagneremo molto di più che qualsiasi altro investimento.

Articolo online su Caritas Ticino no 03 2019

DiFeo_Nicola_Haiti

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