Prime impressioni dopo due settimane

Una cosa è certa, il tempo è un concetto relativo… lo abbiamo sperimentato in queste settimane più volte. Da bravi svizzeri ci siamo fatti il programma della settimana, ma poi spesso le cose sono andate diversamente. Qui la gente non si stressa ad aspettare  e neppure ad avvisarti se è in ritardo. All’inizio è snervante, ma poi capisci che non ha senso prendersela, abbiamo un concetto diverso di tempo…

Un’altra cosa che ci ha colpito è il diverso concetto di privacy. La casa dove abitiamo è una specie di porto di mare e durante il giorno passano diverse persone, conosciute e non. Alcune sono più timide e si fermano fuori, altre entrano o passano in giardino. Per noi è strano e dal nostro punto di vista poco rispettoso, ma per loro del tutto normale. Dopo i primi incontri tra la sorpresa e l’imbarazzo, stiamo iniziando a “gestire” questi contatti informali. Tanti ci chiedono se abbiamo un lavoro da offrire, qualche soldo, un bicchiere d’acqua, vogliono ricaricare il telefono, oppure solo sapere chi siamo.

Quando siamo per strada, passando la gente ci osserva dapprima con aria sospetta, ma appena accenniamo un saluto, la maggior parte risponde contenta. È difficile capire cosa pensino veramente di due bianchi, che pur essendo venuti come missionari, ricordano loro un passato di dominio e schiavitù che è rimasto nel DNA degli haitiani. La situazione è ancora più imbarazzante per noi quando ad esempio arriviamo a messa tra gli ultimi e veniamo fatti sedere davanti a tutti.

Tra gli aspetti più sorprendenti che abbiamo potuto vivere in questi giorni è sicuramente la presenza di numerosi haitiani, un po’ meno poveri della media, che si dedicano anima e corpo per migliorare le condizioni di vita dei fratelli più poveri. Così abbiamo incontrato direttori di scuole che hanno costruito con le loro mani l’edifico scolastico, si occupano di riscrivere al computer gli esami che i maestri scrivono a mano o giovani docenti che sono anche nella corale, nel gruppo giovanile e aiutano nella catechesi o ancora signore tutto fare che ritrovi in ogni associazione e ente comunale.

In queste settimane, seppur non abbiamo mai avuto delle vere carenze dei beni di prima necessità, abbiamo sperimentato cosa significhi essere coscienti che nella riserva d’acqua ci sono ancora solo 200L, che le batterie della casa si esauriscono rapidamente se non si spegne il frigo, che il forno consuma un sacco di gas. Quando si ha tutto in eccesso non si fa abbastanza attenzione…

Un tema scottante è quello dei rifiuti. Seppur cerchiamo di produrne il meno possibile è molto difficile evitarli del tutto. Il fatto è che che qui non si raccolgono né tantomeno riciclano, ma finiscono semplicemente per terra.. ovunque. Stiamo riflettendo su cosa fare, per il momento separiamo tutto e facciamo il compost, ma è difficile far capire il perché ai nostri collaboratori…

Un altro aspetto che colpisce è l’incredibile quantità di scuole e scuolette presenti un po’ ovunque ai lati delle strade: scuole statali, scuole private, scuole presbiterali, scuole congregazioniste, scuole di protestanti, scuole cattoliche indipendenti, e chi più ne ha, più ne metta… Sicuramente non è un sistema efficiente per gestire l’educazione, che è frammentata all’inverosimile, tuttavia in mancanza di uno Stato o di un organizzazione che coordini il tutto, forse è l’unica soluzione possibile per permette ai numerosi bambini del paese di avere accesso ad una formazione.

Per finire un accenno alla Chiesa cattolica, che nonostante tutti i suoi difetti e retaggi storici, gioca un ruolo chiave non solo nel sopperire alle mancanze dello stato nell’offerta scolastica, specialmente nei luoghi più discosti, ma soprattuto è un’importantissima fonte di coesione sociale. Il prete dal pulpito non parla solo delle letture della messa, ma spiega anche la situazione politica agli analfabeti, l’importanza del rispetto di valori comuni, della necessità della pace e di come ognuno possa contribuire ad essa. Si tratta di lezioni importanti poiché come si è visto nei mesi scorsi, la gente esasperata per le condizioni di vita e le usurpazioni da parte dei politici, ha perso spesso la ragione compiendo anche atti violenti e completamente controproducenti.

Serve una bussola specialmente se il mare è in burrasca, altrimenti ci si perde…

7 thoughts on “Prime impressioni dopo due settimane

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    1. Caro Zerbi, un carissimo saluto da Haiti. Ti ho scritto un sms il giorno del tuo onomastico, ma non so se l’hai ricevuto, qui la rete cellulare è un po’ sgangherata…

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