Natale ad Haiti

Alla messa di mezzanotte, qua cominciava alle sei (quindi la vostra mezzanotte), siamo arrivati un po’ in ritardo, ma non è un problema perché la gente, compreso il prete, arriva anche un’ora dopo… Dopo aver vissuto celebrazioni affollate, pensavamo di non trovare posto, invece, con nostra grande sorpresa, la chiesa era quasi vuota. Qui il Natale non è molto sentito per cui succede il contrario che da noi, normalmente la chiesa è piena, a Natale invece no… bisogna però considerare che la maggior parte delle persone si sposta a piedi e vive in casette sperdute nella boscaglia anche ad un’ora di distanza. Inoltre, dato che il sole tramonta poco dopo le 17.00, era già buio.

Tra i pochi presenti, spiccano alcune signore con una cuffia bianca e rossa tipo “Babbo Natale”, un abete di plastica malconcio e un povero presepe senza personaggi. Le celebrazione è in parte in francese e in parte in creolo, non capiamo tutto, ma nella lunghissima predica intuiamo che i temi toccati sono moltissimi, sia religiosi che politici, ma anche di educazione all’affettività e alla sessualità, partendo dalla storia di Maria.

Siamo stati caldamente invitati a partecipare anche alla messa della mattina di Natale per cui ci è toccato fare il bis…

Rientrati a casa, leggermente preoccupati per la scarsità delle nostre riserve d’acqua, ne abbiamo parlato con un signore che ci saluta sempre con grande affetto, il quale, sentito la nostra situazione, si è arrabbiato moltissimo con la moglie del responsabile della distribuzione dell’acqua… al ché in punta di piedi abbiamo gentilmente lasciato che i due continuassero soli il loro agitato alterco.

Come quando uscendo dalla messa di mezzanotte, magicamente comincia a nevicare, qui mentre stavo facendo un trasporto di secchi d’acqua, ha cominciato a piovere cospicuamente per cui mi sono attivato a raccogliere quanta più acqua possibile usando tutti i recipienti che trovavo, comprese le pentole che la Mery mi passava dalla cucina. Correndo a destra e sinistra sotto il temporale ne approfitto per fare una fresca doccia.

Intanto la Mery utilizzando i modo magistrale gli alimenti a disposizione, compresa una bella manciata di fagioli appena colti dalla nostra “piantagione”, è riuscita a preparare un buonissimo piatto di pasta al forno.

Dopo pranzo, passato un momento di panico, riusciamo, seguendo le istruzioni di un video di YouTube,  a recuperare le chiavi che avevo inavvertitamente chiuso nella Jeep e tiriamo un grande sospiro di sollievo.

Superata la difficoltà, chiamiamo in Svizzera per scambiarci gli auguri di Natale e condividere qualcosa delle tante emozioni vissute in questi giorni.

Adesso, prima di cena, dobbiamo fare i compiti per la lezione di creolo di domani…

2 thoughts on “Natale ad Haiti

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  1. Carissimi grazie per le notizie che ci inviate puntualmente, ci fanno molto piacere, ci aiutano a partecipare anche noi alla vostra stupenda missione di aiuto e di solidarietà per i poveri di Haiti. Un abbraccio e un augurio di un anno ricco di soddisfazioni malgrado le difficoltà che siete chiamati affrontare giorno per giorno.

    Sandra e Sandro

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